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ANNE HORSCH | ||||||||||||||||||||
| la musicista | ||||||||||||||||||||
| Anne Horsch, nata a Monaco di Baviera, ha studiato organo alla Scuola superiore di Musica di Monaco con Franz Lehrndorfer e Harald Feller (Masterclass). Contemporaneamente si é diplomata anche in pedagogia musicale. Il lavoro di diploma ha ottenuto notevole successo, tanto da essere citato in numerose riviste accademiche. Grazie alle borse di studio del DAAD (Scambi accademici tedeschi), del Lyons Club e dell'Associazione studentesca franco-tedesca nel 1995/1996 ha approfondito a Parigi lo studio della musica organistica francese con Eric Lebrun, Francois Espinasse e Najin Hakim. Dal 1996 al 1999 ha studiato con Jean Boyer al conservatorio nazionale superiore di musica di Lione ottenendo il diploma nazionale di studi accademici musicali con valutazione di eccellenza all'unanimità della commissione giudicatrice. Ha inoltre frequentato corsi di interpretazione e di Improvvisazione con Daniel Roth, Gaston Litaize, Olivier Latry, Lorenzo Ghielmi e Michael Radulescu. Anne Horsch svolge intensa attività concertistica solistica a livello internazionale. | |||||||||||||||||||
| Il programma musicale | ||||||||||||||||||||
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10° Ottobre Musicale Fiumicellese 2000 **************************************** organizzato dal Coro Lorenzo Perosi in collaborazione con la Parrocchia di San Valentino **************************************** DOMENICA 1 OTTOBRE 2000 * Chiesa di San Valentino in Fiumicello (UD) * ore 10.30 **************************************** Introitus **************************************** Georg Muffat (1653-1704): Toccata septima **************************************** Offertorium **************************************** J. S. Bach (1685-1750): Trio in d-moll BWV 583 **************************************** Consacratio **************************************** Nicolas de Grigny (1672-1703): Rècit de Tierce en taille **************************************** Communio **************************************** Johann Pachelbel (1653-1695): Chaconne f-moll **************************************** Finalis **************************************** Luois Vierne (1870-1937): Finale dalla I Sinfonia per organo op. 14 **************************************** | |||||||||||||||||||
| presentazione del programma | ||||||||||||||||||||
| **************************************** Georg Muffat (1653-1704): Toccata septima **************************************** Georg Muffat potrebbe essere considerato "cittadino europeo" nel senso più autentico dell'espressione. Infatti trascorse l'infanzia e la giovinezza in Alsazia e a Parigi. Successivamente fu organista a Strasburgo, Ingolstadt, Vienna, Praga, Salisburgo e Passau. Nel corso del suo viaggio in Italia lavorò anche con Pasquini e Torelli. Nella sua opera unificò molti influssi dei diversi stili legati ai luoghi ora citati. Un esempio perfetto di questa capacità é costituito proprio dalla Toccata septima, che comincia con una maestosa Ouverture alla francese, a cui seguono, nello stile delle Toccate italiane, alcune sezioni di carattere contrastante fino all'Adagio. Alla fine della composizione é collocata una Fuga i cui quattro differenti temi vengo dapprima singolarmente esposti per essere, alla fine, magistralmente intrecciati assieme. **************************************** J. S. Bach (1685-1703): Trio in re minore BWV 583 **************************************** Questo Trio é una composizione molto serena di incredibile limpidezza, nella quale le due voci superiori procedono per imitazione ed in reciproco dialogo. I suoi temi sono derivati dalla famosa Fuga in re minore. *************************************** Nicolas de Grigny (1672-1703): Rècit de Tierce en taille. **************************************** Nicolas de Grigny fu attivo come organista a Reims e a Saint-Denis a Parigi. Ci ha lasciato un solo volume di composizioni, il Livre d'orgue, ma sufficiente a rivelarne e dimostrarne la genialità. La sua produzione rappresenta lo stile della musica organistica francese classica al più alto livello e nella pienezza del suo significato. Lo stesso Johann Sebastian Bach la apprezzava, tanto che nel 1713 ricopiò personalmente a mano l'intera raccolta del Livre d'orgue. Questa composizione é caratterizzata da una timbrica speciale, legata all'organo francese classico, ed é tratta da una Messa per organo. Il termine "Tierce" indica un registro di mutazione semplice che produce la diciasettesima del suono fondamentale, mentre "en taille" indica un registro ad ancia della famiglia degli oboi, con il quale si esegue il canto fermo di una composizione. Infatti in questo brano la melodia si sviluppa fluidamente alla mano sinistra, accompagnata dagli accordi alla mano destra e dal pedale. **************************************** Johann Pachelbel (1653-1695): Chaconne in fa minore. **************************************** Questa composizione é considerata il capolavoro del compositore tedesco. Nella "malinconica" tonalità di fa minore, il brano si basa su un ostinato di quattro suoni discendenti. Sopra di esso si sviluppano 22 variazioni di tale ricchezza, da aprirsi ad un intero cosmo di variegate e splendide idee musicali. Alla fine della composizione ritorna, come nelle "Goldbergvariationen" di J. S. Bach, la prima variazione nella sua semplice purezza. **************************************** Luois Vierne (1870-1937): Finale dalla I Sinfonia per organo op. 14. **************************************** Fin dall'infaniza manifestò gravi disturbi alla vista, tanto che divenne completamento cieco a 45 anni. Tuttavia fu ammesso al Conservatorio di Parigi come studente della classe d'organo. Divenne il più celebre virtuoso ed improvvisatore della sua epoca. Memorabili le sue tournée concertistiche negli Stati Uniti, dove ottenne uno strepitoso successo. Fu insegnante dei più famosi organisti del nostro secolo ed egli stesso fu organista di Notre-Dame a Parigi. Proprio lì morì improvvisamente nel corso del suo 1750° concerto. Il Finale della I Sinfonia per organo presenta al pedale un tema trionfale accompagnato da cangianti accordi che fanno ricordare il timbro di Glockenspiel. I due elementi nel corso del brano sono magistralmente condotti, attraverso una serie di modulazioni armoniche, alla virtuosistica cadenza conclusiva. (pagina Web a cura di Italo Montiglio) | |||||||||||||||||||
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