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CORO ZAHRE | ||||||||||||||||||||
| il programma musicale | ||||||||||||||||||||
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10° Ottobre Musicale Fiumicellese 2000 **************************************** organizzato dal Coro Lorenzo Perosi in collaborazione con la Parrocchia di Fiumicello (UD) **************************************** Chiesa di San Valentino * Fiumicello (UD) **************************************** domenica 22 ottobre, ore 10.30 **************************************** esecutori **************************************** CORO ZAHRE (Sauris, UD) direttore Mauro Vidoni Flavio Serci, organo Daniela Bon, violino **************************************** PROGRAMMA **************************************** Mauro Vidoni: ZAHRAR MEISSE (Gotderpomndi, 'Eare, Hailich, Leimple Gottas) **************************************** canti della tradizione saurana **************************************** Introito Bas bolt ain Keger jagen **************************************** fra le letture I pin der beck **************************************** Offertorio Mauro Vidoni: Ave Maria **************************************** Comunione Gegriesset saist * Los uns dos Kindlein **************************************** Finale Bie schean bort sain **************************************** | |||||||||||||||||||
| presentazione del programma | ||||||||||||||||||||
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IL CLIMA SONORO DELLA ZAHRAR MEISSE Ritengo sia necessario, in primo luogo, puntualizzare alcuni concetti su questa "Messa saurana" dell'amico Mauro Vidoni. Va innanzitutto sgomberato il campo da ogni eventuale equivoco riguardo alla tradizione di una messa in lingua saurana. Diciamo subito che non è mai esistita una messa in lingua locale poiché, come sempre avveniva prima del Concilio Vaticano II nelle chiese sia centrali che periferiche, il latino era ufficialmente destinato alle sezioni dell'Ordinarium Missae. Eccezionalmente, semmai, poteva aversi l'introduzione nella liturgia di canti tradizionali non in latino, anche se questi venivano più spesso destinati a momenti di preghiera domestica e a ritualità extraliturgiche. Questa messa è dunque opera originale sia nell'uso del testo, appositamente costruito traducendo nella zahrar sproche il Kyrie, il Gloria, l'Alleluja con il versetto "Io sono la vita, la verità, la vita ...", il Sanctus e l'Agnus Dei. Per quanto riguarda il materiale musicale non si tratta di un'operazione restaurativa o ripropositiva atta a ridare vitalità a una pratica interrotta, quanto di un lavoro di una composizione che vuole però attingere forza dalla tradizione di una lingua plurisecolare ma decisamente viva ed essere un omaggio all'incantevole valle di Sauris e alla sua gente che tenacemente conserva una ricchezza culturale (e umana !) veramente cospicua. La Zahrar Meisse è però ricca di suggestioni antiche; già l'uso di una lingua carica di arcaismi, di "durezze" foniche ci conduce in una dimensione temporalmente lontana, mentre il suo linguaggio musicale è riferibile più a una dimensione di semplicità comunicativa che a una modernità sostenuta come principio. Notiamo subito come l'elaborazione musicale proceda sfruttando un materiale melodico e armonico minimo. Innanzitutto l'impostazione diatonica esclude l'uso di qualsiasi alterazione tanto da creare un'atmosfera dal sapore modale (pur con dovute differenze rispetto alla modalità antica). Il movimento delle voci crea continuamente piccoli urti fra suoni vicini, leggere dissonanze non pensate come risultante armonica bensì come accadimenti nel fluire delle parti. La scrittura delle parti corali assume decisiva importanza proprio perché costantemente attenta all'espressione sonora della parola sacra. Lo svolgimento melodico è anche qui condotto con brevi frasi diafoniche (con toni e semitoni naturali senza alterazioni, quindi senza l'effetto del cambio di tonalità proprio della musica tonale) che procedono per gradi vicini o piccoli salti, ricordando l'andamento della melica gregoriana. A volte il movimento melodico viene ridotto per privilegiare la scansione ritmica della parola declamata (in particolare nella parte centrale del Gloria), o addirittura evitato con il semplice utilizzo del recitato che assume valore di una intima invocazione (parte conclusiva del Kyrie). Interessante notare lo sfruttamento di una caratteristica melodica presente nell'incipit di alcuni canti della tradizione orale saurana: tono ascendente, terza minore ascendente, semitono discendente, tono discendente, tono discendente. Su questo caratteristico passaggio melodico (elaborato sia nel modo maggiore che nel modo minore) sono modellate molte frasi del Kyrie e del Gloria nonché frammenti presenti nelle altre sezioni. Viene spesso evocato, inoltre, un altro passaggio melodico tratto dal canto tradizionale Gegriesset saist du Jesulain costituito da tono discendente, semitono discendente, semitono ascendente, tono ascendente. I valori di durata dei suoni fanno riferimento a una unità minima dalla figura da un quarto, senza impiegare figure di valore minore. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un'operazione di "economia" compositiva volta ad utilizzare con efficacia un materiale di partenza volutamente contenuto. L'articolazione ritmica delle frasi è particolarmente mobile proprio perché fedelmente modellata sul senso ritmico dei versi. La scrittura può apparire complessa se analizzata sulla partitura, con i suoi continui cambi di tempo, ma l'effetto sonoro è quanto mai naturale proprio perché realizza lo scandire stesso del ritmo del testo. Come considerazione conclusiva mi piace ricordare che questa "Zahrar Meisse" nasce da un lungo rapporto di collaborazione-amicizia fra l'autore e il Coro Zahre di Sauris di cui è direttore. Come nell'antico ruolo del "Kappelmeister" anche in questo caso il maestro compone, prepara e dirige la sua compagine corale, ma la sua attività non è più l'adempimento di un servizio prettamente lavorativo, bensì un'esperienza artistica ed umana, un segno d'affetto. (Roberto Frisano) | |||||||||||||||||||
| Curriculum degli esecutori | ||||||||||||||||||||
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Direttore Mauro Vidoni Mauro Vidoni si è brillantemente diplomato in Organo e Clavicembalo presso il Conservatorio Statale "J. Tomadini" di Udine ed ha successivamente continuato la sua formazione seguendo corsi di alto perfezionamento con illustri docenti quali Radulescu all'Accademia Bach in Svizzera, Tagliavini all'Accademia Pistoiese, Hunter e Stembrige all'Accademia di Brescia con particolare attenzione alla musica da camera. Si dedica alla coralità da oltre una decina d'anni sia come direttore che come compositore ed elaboratore di musica popolare; è membro della Commissione Artistica delle Attività Corali dell'USCI del Friuli Venezia Giulia; ha diretto il prestigioso coro della Brigata Alpina Julia ed attualmente dirige il coro "Zahre" di Sauris, il "Tita Capetti" di Tolmezzo e la "Corale S. Giacomo" di Pasian di Prato. Svolge attività concertistica anche come direttore d'orchestra per la quale ha frequentato il biennio di perfezionamento presso l'Istituto "Benvenuti" di Conegliano (TV) con i maestri L. Descev e T. Vram ottenendo il Diploma di Merito; si è perfezionato quindi ai corsi di Feltre, Schuman (Bulgaria) e Follina di Treviso. In quest'ultimo è risultato il miglior allievo del corso tenuto dall?illustre maestro J. Kalmar docente alla Hochschule di Vienna e Amburgo. Nel 1998 ha terminato il corso triennale di direzione presso l'Accademia "H. Swarowsky" di Milano sempre sotto la guida del M° Kalmar. Ha continuato il perfezionamento con il biennio per la direzione d'Opera Lirica presso l'Accademia dei Filarmonici di Bologna tenuto dal M° C. De Sessa concludendolo con il massimo dei voti. DANIELA BON - violinista Si è diplomata al Conservatorio "G. Tartini" di Trieste sotto la guida del Prof. M. Belli ed ha continuato gli studi perfezionandosi con M. Lot e, all'Accademia di Novara, con M. Jokanovich. Ha frequentato diversi corsi per la musica da camera sia in Italia che in Austria. Ha suonato con l'Orchestra del Teatro "G. Verdi" di Trieste, con l'Orchestra "Toscanini" di Parma, con l'Orchestra "Città di Verona" e con l'Orchestra Filarmonica di Udine collaborando assiduamente con gruppi cameristici e sinfonici della Regione. FLAVIO SERCI - organista Ha studiato organo e composizione organistica al Conservatorio di Udine, diplomandosi brillantemente. Si è perfezionato alla Nord Deutsche Orgel Akademie con Harald Vogel e in Svizzera presso l'Accademia "Bach" con Michael Radulescu. Oltre all'attività organistica si è dedicato alla letteratura clavicembalistica studiando con Gregoletto e Stembrige. Attualmente affianca all'insegnamento l'attività concertistica come organista e direttore di coro (Coro "Valcjalda" di Ravascletto). È il Natale del 1974 quando si riunisce il primo gruppo di amici, che formeranno poi il CORO ZAHRE; inizialmente dediti al recupero degli antichi Lids in madrelingua ed in tedesco antico, affronteranno poi le villotte friulane e successivamente la polifonia sacra e profana. Sauris è isola linguistica minoritaria di origine tedesca, dove ancora oggi si parla un idioma di tale provenienza; giustificato quindi l'interesse per questi canti da parte di Associazioni Culturali Austriache, dove il Coro trova subito modo di cimentarsi. La direzione è affidata per 17 anni consecutivi a don Guido Manfredo, parroco di Sauris; a lui subentra nel 1992 l'attuale maestro Mauro Vidoni, che dirige altri due cori ed è pure impegnato nella direzione d'orchestra. Nel 1995 vengono celebrati i 20 anni di vita con una serie di manifestazioni corali importanti, che culminano, nel 1997, con la registrazione in CD e MC dei brani più significativi del proprio repertorio. È il 1999 a coronare i 25 anni di attività corale del Coro Zahre, attualmente composto da 30 elementi, che si vede premiato con una tournée in Argentina. I programmi a breve-medio termine: la presentazione della "Zahrar Meisse" (Messa in dialetto saurano) nell'ambito delle manifestazioni del Giubileo del 2000; la registrazione su CD della stessa; la partecipazione a concorsi regionali e nazionali. Pagina Web a cura di Italo Montiglio | |||||||||||||||||||
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